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Si avvisa la cittadinanza che per la segnalazione guasti relativa alla Pubblica Illuminazione è necessario chiamare esclusivamente il  NUMERO VERDE

 

 

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A parte il sito di Pezza Petrosa, nel quale sono stati rinvenuti numerosi reperti che testimoniano la presenza di un insediamento magno-greco dal IV al III secolo a.C., e alla grotta di Montescotano, anch’essa oggetto di rinvenimenti archeologici risalenti ad epoche che vanno dal III sec. a.C. fino al III secolo d.C., Villa Castelli può vantare anche la presenza di altri beni artistici di un certo rilievo, quali la bellissima Chiesa Matrice in stile romanico misto, la cui edificazione ebbe inizio del 1898.

Essa presenta una pianta a croce latina, con tre navate ed una cupola maestosa che raggiunge l’altezza di 34 metri, oltre ad un campanile gotico elegantissimo con una cuspide molto accentuata che arriva all’altezza di 36 metri.

La facciata in stile romanico pugliese è divisa in tre alti contrafforti che segnano la larghezza delle navate e contiene al centro un bellissimo rosone che campeggia sul portone di mezzo, mentre sulle due porte laterali compaiono delle trifore.

All’interno si può osservare la bellezza e la sobrietà delle colonne e dei capitelli in nudo mazzaro e tufo, artisticamente lavorati dalle maestranze locali che hanno costruito la Chiesa.

L’altro monumento che merita una particolare menzione è il ponte in mazzaro, lungo oltre 110 metri per un'altezza massima di 15 metri, costruito anch’esso da maestranze locali negli anni ’30 del secolo scorso, che con le sue nove arcate a tutto sesto, congiunge la sponda est con quella ovest della profonda Gravina.

 

 

Il ponte visto dal fondo della Gravina

Il ponte visto dal fondo della Gravina

 

  

E consente di ammirare oltre alla bellezza della depressione carsica su cui sorge e l’antichissimo frantoio ipogeo, chiamato “Trappeto del Duca”, dove si produceva l’olio di tutto il feudo già nel diciottesimo secolo, anche una parte di quel magnifico panorama della piana jonico-salentina che divide la Murgia dal Mare.

 

 

Il Trappeto del Duca durante i lavori di risanamento Il Trappeto dopo i lavori

 

 

Dei due castelli, quello della Masseria “Antoglia” e quello che attualmente ospita la sede del Municipio cittadino (Palazzo Ducale) si è già parlato all’inizio e sono ancora in uno stato di buona conservazione strutturale.

Dal terrazzo del Palazzo del Municipio, data la sua altezza e la sua posizione strategica rispetto a tutto il territorio, si può godere di una vista a 360 gradi, per cui l’occhio può spaziare dal mare Jonio, per poi abbracciare il Mare Adriatico e proseguire la sua indagine guardando Monte Scotano, Monte Fellone, sino a raggiungere la dorsale della Murgia che va verso Montemesola e sconfina ad occidente nell’orizzonte che, quando l’aria è più tersa, ci regala la vista della catena montuosa del Pollino.

Una menzione a parte meritano inoltre le numerose edicole votive sparse per tutto il territorio comunale, dalla Cappella Vecchia sulla via per Grottaglie, a quella dell’Antoglia, della Pezza La Corte, di San Cataldo, della Madonna delle Grazie, e molte altre, che risalgono ad un’epoca che va dal 1800 ai primi del ‘900 e che sono ancora in uno stato di ottima conservazione.

Suggestivo è anche il Calvario, che sorge in prossimità dello sbocco meridionale della Gravina, ed è ubicato lungo la scalinata che collega direttamente l’area su cui sorge il crocevia per Grottaglie e Francavilla con il Palazzo Municipale, con un salto di più di 30 metri di altezza.

 

 

Foto del Calvario e scalinata che conduce in Piazza Municipio1

Foto del Calvario e scalinata che conduce in Piazza Municipio

 

 

 

Tra le tante risorse ambientali che Villa Castelli può vantare, oltre alla Gravina, che ospita una moltitudine di essenze arboree tipiche della macchia mediterranea sparse tra le tante terrazze che digradano a valle a partire dalla quota di 250 a quella di 220 m.s.l.m., da Via Leopardi sino all’incrocio per Francavilla e Grottaglie, il nostro paese annovera un altro sito naturale, anch’esso suggestivo e di grande potenzialità sotto il profilo ambientale, che è la sorgente del Canale Reale, che dà origine ad un corso d’acqua dolce inesauribile che, attraversando il territorio di molti Comuni della provincia di Brindisi, sfocia nell’oasi naturale di Torre Guaceto e quindi nel Mare Adriatico.

Di questa sorgente ha parlato anche lo storico e geografo greco Strabone 63 a.C.- 24 d.C.), che durante le sue peregrinazioni sul suolo italico, visitò questo sito e lo citò nei suoi appunti di viaggio raccolti nell’opera “Geografia” (da cui l’attuale toponimo della sorgente, recentemente ribattezzata “Fonte di Strabone“).

 

 

Sorgente del Canale Reale invasa dai canneti

Sorgente del Canale Reale invasa dai canneti

 

 

Una menzione a parte meritano le cosiddette Specchie, una sorta di monumento rupestre costituito da cumuli enormi di pietre di natura calcarea, di altezza variabile da 10 a 20 metri e con un diametro sino a 90 ml..

Controverse sono le ipotesi relative alla loro funzione. Partendo dal dato etimologico, che registra la derivazione del termine specchia dal lat. specula (dal verbo speculare=guardare, osservare), si accrediterebbe l’ipotesi che tali cumuli avessero nell’antichità funzioni di vedetta e sorveglianza difensiva del territorio; per alcuni invece le specchie erano una sorta di monumento a carattere religioso con funzione votiva; per altri ancora costituivano una sorta di riferimento di delimitazione tra diversi territori.

A questo proposito, sarà utile leggere la preziosa pubblicazione di un nostro compianto compaesano, il prof. Giovani Neglia, il quale nel suo saggio del 1970 ” Il fenomeno delle cinte di specchie nella Penisola Salentina”, illustra questi monumenti rupestri considerandoli come avamposti militari difensivi e postazioni di vedetta (dal lat. specula) non a caso situati geograficamente in punti strategici del territorio.

Riguardo all’origine di questi monumenti, i più la fanno risalire all’epoca messapica.

Le principali specchie del nostro territorio sono quella della contrada “Puledri” e di “Facciašquätǝ”, che versano ancora in uno stato di buona conservazione.

Tra i siti naturali di maggior rilievo del nostro territorio, è d’obbligo citare le Grotte.

Nel nostro territoriove ne sono numerose, tra le quali meritano una citazione per la loro grandezza, quella di “Facciašquätǝ”, situata nelle immediate vicinanze della omonima specchia e quella di Montescotano,entrambe oggetto di scavi e di ricerche che hanno portato alla luce numerosi reperti che testimoniano la presenza dell’uomo in queste grotte sin dal III sec. a.C. e sino al III sec. d.C..

In contrada “Malecantone”, nelle immediate vicinanze del paese, esiste l’omonima grotta, che ha dimensioni ridotte rispetto alle due appena citate ed è priva di testimonianze della permanenza umana e di reperti antichi.

Infine, in contrada Cuoco sul confine territoriale con Martina Franca, a circa due chilometri dal paese, esiste la grotta più grande e sicuramente più suggestiva di tutte, di cui si propongono due immagini.

 

 

Grotta in contrada Cuoco stalattiti e stalagmiti gruppo statuario

Grotta in contrada “Cuoco”: stalattiti e stalagmiti (gruppo statuario)

 

 

 

Grotta in contrada Cuoco Stalattiti

     Grotta in contrada “Cuoco”: Stalattiti

 

 

 

 

A cura di Angelo Giuseppe CHIRULLI

PERCORSO ARCHEOLOGICO

1) Visita guidata nel sito archeologico di Pezza Petrosa (necropoli lungo via provinciale per Grottaglie-Km. 3);

2) Esposizione dei reperti archeologici, presso il Museo Civico nel Castello Ducale (sede municipale) e convegno sul tema ” Archeologia a Villa Castelli- Alla scoperta della polis”.

 

 

Sepolture di Pezza Petrosa

Sepolture di Pezza Petrosa

 

PERCORSO AMBIENTALE

1) Visita guidata in c.da “Montescotano”, “Abate Carlo” e “Puledri”, alla scoperta delle Grotte e delle Specchie;

2) Visita guidata in c.da ”Tagliavanti” alla scoperta della sorgente del “Canale Reale”, ribattezzata “Fonte di Strabone”, quale grande patrimonio idrico sorgivo del territorio brindisino.

3) Visita guidata all’interno della Gravina (Parco Urbano Rinaturalizzato).

 

 

 

       Grotta in contrada “Cuoco”: Stalattiti

 

 

 

 

PERCORSO DELL’OLIO

 

1) Visita guidata all’interno del paese alla scoperta dei frantoi ipogei e, soprattutto, per conoscere il “Trappeto del Duca” all’interno della Gravina, quale antica testimonianza dell’archeologia industriale di Villa Castelli e degno contenitore per un Museo delle Arti e dei Mestieri;

2) Visita guidata dei 13 frantoi moderni e assaggio dell’olio extravergine di oliva.

3) Visita guidata dei 2 stabilimenti vinicoli presenti sul territorio per degustare i buoni vini di primitivo, malvasia e negro amaro prodotti in loco.

 

 

 

PERCORSO DELLE MASSERIE

 

1) Visita guidata nell’agro di Villa Castelli alla scoperta delle 12 Masserie presenti sul territorio e dei prodotti caseari e zootecnici.

Si inizia partendo dalla Masseria Montescotano, posta a nord dell’abitato per poi proseguire per quella di Abate Carlo, per passare successivamente alla Masseria Puledri, che si trova a nord-ovest, sempre a confine con Ceglie. Queste tre Masserie negli ultimi tempi hanno ridotto notevolmente la produzione casearia e zootecnica. Si prosegue visitando la Masseria Renna, posta ad est rispetto all’abitato; quest’ultima azienda è molto attiva dal punto di vista della produzione del formaggio, formaggio ricotta e ricotte varie.

Altrettanto attiva dal punto di vista della produzione e della qualità è la Masseria Sciaiani, posta a confine con il territorio di Francavilla Fontana.

Si va avanti a visitare la vicina Azienda Sciaiani Piccola (ex Masseria Sciaiani Piccola), attualmente adibita a struttura ricettiva alberghiera, dotata di numerosi servizi(gastronomia, sport, piscina biologica, etc.) per la clientela italiana ed estera.

Si passa poi a visitare la Masseria Antoglia, che è quella più antica e più vicina al paese. Essa si distingue per la bellissima torre merlata, ancora in buono stato di conservazione ed ha un’importanza storica in quanto faceva parte della proprietà originaria del Duca di Monteiasi all’atto della fondazione del nostro antico borgo.

E’ interessante visitare poi la vecchia Masseria Carnevale, da alcuni anni trasformata in un grande laboratorio di trasformazione delle piante officinali per la produzione di prodotti di erboristeria, con un annesso Centro Benessere.

A poche centinaia di metri da quest’ultima azienda vale la pena visitare la Sorgente del Canale Reale, da cui sgorga un inesauribile corso d’acqua dolce che, attraversando i territori di Francavilla Fontana, Latiano, San Vito dei Normanni e Carovigno, sfocia finalmente nell’Oasi di Torre Guaceto sull’Adriatico. Attualmente la Sorgente, invasa dai canneti, è sottoposta a lavori di bonifica e riqualificazione per diventare un sito ambientale da visitare ed apprezzare.

Si procede visitando la Masseria San Barbato, che è posizionata nell’estrema parte meridionale del territorio di Villa Castelli, lungo l’asse geografico Taranto-Brindisi, a poche centinaia di metri dalla superstrada Grottaglie-Francavilla. Essa è ancora operante, ma con scarsa produzione casearia e zootecnica.

 

 

   Masseria Renna

Masseria Abate Carlo

Masseria Abate Carlo

 

 

 A proposito di risorse del territorio, un posto di rilievo va assegnato alle numerose masserie presenti nell’agro di Villa Castelli, che hanno svolto fino a tempi a noi molto prossimi, e in parte svolgono ancora, un ruolo fondamentale nell’economia agricola della civiltà contadina, prima che questa fosse soppiantata dalla civiltà industriale, a cominciare da quella di Abate Carlo. Essa, che è ancora attiva come dal punto di vista zootecnico, è situata a nord di Villa Castelli, a circa due chilometri e mezzo ad una altezza di 302 m.s.l.m.. Si arriva lasciando la strada provinciale per Ceglie Messapica e immettendosi sulla strada vicinale Abate Carlo.

 

 

 

 

 

Masseria Monte Scotano

 

 

 

Sempre a nord di Villa Castelli, sorge un’altra masseria storica, che è quella di Monte Scotano. Essa è situata a meno di un chilometro e mezzo a nord di Villa Castelli. Vi si accede lasciando la strada provinciale per Ceglie, dopo aver superato la foggia di Monte Scotano, e immettendosi sulla strada vicinale Monte Scotano II. La denominazione Monte Scotano appartiene alla toponomastica greca della regione e deriva dal termine greco scoteinos(da scótos = oscurità), che significa oscuro, avvolto nelle tenebre. Potrebbe essere in relazione col fatto che, anche ai nostri giorni, il rabbuiarsi di questo monte è segno di pioggia.

 

 

 

 

 

Masseria Puledri

Masseria Puledri

 

 

 

A nord-est dell’abitato sorge, a 266 m.s.l.m., la masseria Puledri, la cui sostruzione risale al 1797, come risulta dall’architrave di una delle finestre del piano superiore.

Essa è situata a due chilometri e mezzo a nord-est di Villa Castelli e vi si arriva dalla strada vicinale Puledri, dopo aver lasciato la via provinciale per Ceglie.

 

 

 

 

 

 

 

Masseria Renna

Masseria Renna

    

 

 

La masseria Renna si trova a circa un chilometro e settecento metri ad est di Villa Castelli, ad un’altezza di m 260 s.m.. La denominazione deriva dal cognome di un proprietario originario; dei Renna a Francavilla, infatti, si ha notizia in documenti fin dall’inizio del Trecento. E’ tra le masserie più attive del territorio sul piano della produzione casearia.

 

 

 

 

 

 

 

 

Masseria dell’Antoglia

Masseria Antoglia

    

 

La masseria dell’Antoglia, edificata verso la fine del 1500, si trova a due chilometri a sud di Villa Castelli, ad una altitudine di 180 m.s.l.m.. Vi si arriva lasciando la provinciale per Francavilla immettendosi, voltando a destra, su una delle più importanti vie di transumanza per gli animali da pascolo, la strada vicinale Antoglia, la quale a sua volta va ad innestarsi sulla strada vecchia vicinale Grottaglie-Francavilla. Da qualche anno ha ridotto notevolmente la produzione casearia.

 

 

 

 

 

 

 

Masseria Fallacchia

Masseria Fallacchia

 

 

 

 

La masseria Fallacchia è situata a sud-est di Villa Castelli, a circa due chilometri e mezzo, a sinistra della strada provinciale per Francavilla Fontana ad una altitudine di 175 m.s.l.m..

 

 

 

 

 

 

 

 

A quelle già elencate vanno aggiunte le seguenti altre masserie: Tagliavanti, posta al Km. 3,5 lungo la provinciale Villa Castelli-Francavilla, attualmente non attiva; San Barbato, posta a cinque chilometri e mezzo a sud di Villa Castelli nei pressi di Grottaglie ad un’altitudine di 152 m.s.l.m.; Sciaiani piccola, ubicata a circa 1 chilometro dal paese, sul versante semicollinare orientale a confine con il territorio di Francavilla Fontana, che da anni è adibita ad attività agrituristica; Sant’Eramo, che sorge a sud-est di Villa Castelli, a circa quattro chilometri e mezzo ad una altitudine di 160 m.s.l.m., è da anni inutilizzata; Carnevale che si trova a quattro chilometri e mezzo a sud di Villa Castelli, in prossimità della Via Appia (S.S. n. 7), sul tratto Francavilla-Grottaglie ad una altitudine di 156 m.s.l.m.. Ha subìto da anni una radicale trasformazione ed è utilizzata come laboratorio di trasformazione di piante officinali per la produzione di prodotti di erboristeria.

 

A queste già elencate va ad aggiungersi la masseria Eredità, situata a sud-ovest di Villa Castelli, a due chilometri e mezzo, ad una altitudine di 187 m.s.l.m., ormai utilizzata esclusivamente come dimora estiva da parte dei proprietari.

 

 

A cura di Angelo Giuseppe CHIRULLI

Tra le più importanti novità del D.Lgs. n. 74/2017 vi è il focus sulla partecipazione dei cittadini al processo di valutazione e sui compiti e le responsabilità degli Oiv. L’art. 7 del D.Lgs. n. 150/2009 novellato dal D.Lgs. n. 74/2017 stabilisce, infatti, che la funzione di misurazione e valutazione è esercitata, oltre che dagli Oiv e dai dirigenti, anche dai cittadini o dagli altri utenti finali in rapporto alla qualità dei servizi resi dall’Amministrazione, partecipando alla valutazione della performance organizzativa dell’Amministrazione, secondo quanto stabilito dagli artt. 8 e 19-bis dello stesso decreto. Secondo l’art. 8, comma 1, lett. a), della norma in esame, poi, uno degli ambiti della performance organizzativa è costituito dall’attuazione di politiche volte al conseguimento di obiettivi collegati ai bisogni e alle esigenze della collettività, mentre la successiva lett. c) del medesimo art. 8 già prevedeva, come ulteriore ambito, la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi anche attraverso modalità interattive.



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